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    LE ARTICOLAZIONI

    Nel mio lavoro nell’ambito sportivo quotidianamente mi trovo a contatto con persone che, per motivi il più delle volte sconosciuti, soffrono di fastidi articolari cronici.
    In particolare, con fastidi articolari non intendo i dolori acuti dovuti a una qualche causa nota, come per esempio può essere un trauma, ma quei fastidi, molte volte sordi e costanti, che fanno capire che c’è qualcosa che non va, ma non sono abbastanza forti per spingere le persone ad approfondire la questione con dei controlli accurati, finché non è troppo tardi.
    Le articolazioni più colpite da tali dolori sono, senza dubbio, la schiena, le ginocchia e le spalle.
    Il dolore articolare, oltre che fastidioso, è limitante nella vita di tutti i giorni. Per tale motivo, si è naturalmente portati a cercare rimedi rapidi per farlo passare, molte volte abusando di farmaci antinfiammatori, dei quali, però, sono noti molti effetti collaterali, che non giustificano il loro uso cronico per questo genere di disturbo.
    Facendo anch’io parte di questo gruppo di soggetti “doloranti”, mi sono chiesto se ci potesse essere una soluzione per risolvere il problema senza ricorrere all’uso di tali farmaci.
    In questo breve articolo esamineremo, quella tipologia di integratori alimentari, definiti condroprotettori, che hanno come obiettivo quello di migliorare lo stato di benessere delle nostre articolazioni.
    Faremo, inizialmente, un breve excursus teorico sulle cause del dolore articolare, soprattutto quelle dovute a degenerazioni della cartilagine, e esamineremo i principi attivi contenuti generalmente in questo genere di prodotti, cercando di porre l’attenzione sulla loro influenza con tali disturbi.
    Nella seconda pare esamineremo la letteratura esistente e alcuni dati da me ottenuti in uno studio su questa categoria di prodotti.

    L’articolazione
    Un’articolazione è il punto in cui due ossa si congiungono.
    In base alla struttura, le articolazioni si classificano in fibrose (formate da due ossa unite da tessuto connettivo fibroso), cartilaginee (congiungono due ossa per mezzo di una cartilagine ialina o fibrocartilagine) e sinoviali (contengono liquido sinoviale e permettono un notevole movimento tra le ossa che si articolano).
    Le articolazioni sinoviali, caratterizzate dalla presenza di liquido sinoviale, permettono un considerevole range di movimento tra le ossa che in esse si articolano.
    Cartilagine ialina riveste le superfici articolari delle ossa coinvolte, costituendo una superficie liscia dove queste si affrontano.
    Il liquido sinoviale, prodotto dalla membrana sinoviale, è una miscela complessa di polisaccaridi, proteine, grasso e cellule. Il principale componente (polisaccaride), di cui tale liquido è costituito, è l’acido ialuronico, che ne conferisce molta della consistenza viscosa e delle proprietà lubrificanti.
    Al margine periferico della cartilagine articolare i vasi sanguigni formano un anello vascolare che ne assicura nutrimento, ma nessun vaso penetra nella cartilagine o entra nella cavità articolare. Nutrimento supplementare alla cartilagine articolare viene dall’osso spugnoso sottostante e da liquido sinoviale che bagna la cartilagine stessa.
    Essendo priva di vasi sanguigni e linfatici, la cartilagine è nutrita esclusivamente per diffusione attraverso la sua matrice gelificata.
    Fenomeni di degradazione della cartilagine si verificano fisiologicamente nello sviluppo embrionale e nel rimodellamento postnatale: specifici segnali stimolano la produzione e il rilascio di proteasi (enzimi che degradano le proteine) e la liberazione di radicali liberi da parte dei condrociti (cellule che producono cartilagine), con rapida degradazione dei costituenti della cartilagine stessa.
    Meccanismi simili intervengono nella degradazione patologica della cartilagine che si verifica, ad esempio, nell’artrite.
    Nell’età senile si verificano fenomeni regressivi soprattutto nelle cartilagini di maggior spessore, a causa di modificazioni della composizione che comportano riduzione dell’idratazione della cartilagine, e quindi della diffusibilità di nutrienti, metaboliti e fattori trofici attraverso la matrice.
    L’aggregato caratteristico della matrice cartilaginea (visibile in figura) è costituito da un asse di acido ialuronico cui sono legate circa 100 molecole di aggrecano.

    Grafico 1
    Il dolore articolare
    Le lesioni della cartilagine articolare possono essere post-traumatiche o degenerative, e rappresentano una patologia estremamente comune che interessa un gran numero di persone, sportivi e non, e costituisce la fase iniziale della patologia degenerativa artrosica.
    La degenerazione della cartilagine può essere determinata da fattori meccanici o biologici, tra questi si mettono in evidenza:
    • alterazioni posturali con conseguente non corretto allineamento delle superfici articolari;
    • alterato asse di movimento;
    • pregresse rotture o degenerazioni di strutture complementari (menischi, legamenti);
    • sedentarietà e immobilità, in quanto i condrociti hanno bisogno di continui stimoli meccanici per produrre proteoglicani
    • pregresse fratture coinvolgenti il piano articolare;
    • invecchiamento.
    La cartilagine articolare è la sede principale degli stress articolari, ed è la parte che più si danneggia nelle forme di artrosi e artrite.

    Grafico 2

    Integrazione e patologie
    L’obiettivo dell’integrazione nelle patologie degenerative della cartilagine articolare è quello di interferire con l’evoluzione anatomo – patologica della malattia, differentemente del trattamento con FANS che punta prevalentemente alla riduzione dei sintomi e del fenomeno flogistico.3
    La somministrazione di glicosaminoglicani è
stata presa in considerazione in rapporto alle
alterazioni di queste macromolecole, riscontrabili già nella fase biochimica dell’artrosi (fase silente) e attuata quale intervento 
con finalità sostitutive e regolative.
    Fra i glicosaminoglicani solfati sono stati utilizzati tra gli altri il condroitinsolfato e la glucosamina.3
    Fra i glicosaminoglicani non solfati, è utilizzato soprattutto l’acido ialuronico.3

    Le componenti dei condroprotettori
    Le componenti più comunemente incluse nei condroprotettori sono:
    Condroitina solfato
    N-acetil-D-glucosamina
    Metilsulfonilmetano.
    Ora andremo ad analizzarli uno ad uno per vedere quale sia il loro meccanismo d’azione.

    Condroitina solfato.
    Grafico 3

    Il condroitin solfato è un glicosaminoglicano formato da una catena di 30-100 unità disaccaridiche (peso molecolare: 15000, 50000 Da) formate da N- acetilgalattosammina e acido glucoronico. Si trova generalmente legato alle proteine come parte di un proteoglicano.
    Il condroitin solfato è una importante struttura che compone la cartilagine ed è il maggiore responsabile della sua resistenza alla compressione.

    Funzioni
    Strutturali: il condroitin solfato è il più importante componente della matrice intercellulare, ed è importante nel mantenimento della integrità strutturale del tessuto.
    I gruppi di condroitin determinano una parte importante della resistenza della cartilagine stessa alla compressione.
L’impoverimento di condroitin solfato da parte della cartilagine è la maggior causa di osteoartrite.
    Regolatorie: Il condroitin solfato interagisce prontamente con le proteine della matrice extracellulare. Tali interazioni sono importanti per regolare un’ampia varietà di attività cellulari come la crescita e lo sviluppo del sistema nervoso e le sue risposte ai traumi.

    Tossicità:Gli studi clinici non hanno identificato alcun significativo effetto collaterale o sintomi da overdose, il che supporta la sua sicurezza anche a lungo termine.
La Task Force of the European League Against Rheumatism (EULAR) ha recentemente assegnato al condroitin solfato un livello di tossicità di 6 su una scala da 0 a 100, confermando così essere una delle più sicure sostanze utilizzate per l’osteoartrite.
    Inoltre, la sua sicurezza è supportata dall’assenza di interazioni con altre sostanze e dall’assenza di alternative altrettanto sicure.
    Meccanismo di azione: Il beneficio apportato dal condroitin solfato su pazienti sofferenti di osteoartrite è presumibilmente il risultato di varie azioni, compresa l’attività antinfiammatoria, la stimolazione della sintesi dei proteoglicani e dell’acido ialuronico, la diminuzione dell’attività catabolica dei condrociti inibendo la sintesi degli enzimi proteolitici, l’ossido nitrico ed altre sostanze che contribuiscono al danneggiamento della matrice cartilaginea ed alla morte dei condrociti articolari.
    L’uso del condroitin solfato è basato sul ragionamento che l’osteoartrite sia associata ad una deficienza locale di alcune sostanze naturali, condroitin solfato incluso.
    Il condroitin solfato ha recentemente mostrato un effetto positivo sui cambiamenti strutturali osteoartritici a livello dell’osso sottocondrale.
    La OARSI (OsteoArthritis Research Society International) raccomanda il condroitin solfato come il secondo rimedio più efficace nei casi di moderata osteoartrite.
    La EULAR (European League Against Rheumatism) supporta l’utilità del condroitin solfato nella cura dell’osteoartrite del ginocchio.

    N-acetil-D-glucosamina
    Grafico 4

    La glucosamina è un aminozucchero precursore della sintesi di proteine glicosilate e di lipidi.
    È il substrato fondamentale per la produzione di glicosaminoglicani, proteoglicani e glicolipidi.
    Effetti sulla salute
    Essendo un precursore dei glicosaminoglicani ed essendo i glicosaminoglicani componenti maggioritari della cartilagine articolare, i supplementi a base di glucosamina possono essere utili per prevenire la degenerazione cartilaginea e per il trattamento dell’artrite. L’uso nella terapia dell’osteoartrite appare sicuro.
    In due studi su larga scala (più di 100 pazienti per gruppo) , , durati 3 anni, nei quali si confrontava l’effetto dell’integratore nei confronti di un gruppo placebo, è stato dimostrato un beneficio chiaro del trattamento a base di glucosamina solfato, sia sotto il punto di vista del miglioramento della sintomatologia, sia dal punto di vista del restringimento dello spazio articolare (dalle radiografie). Questo suggerisce che la glucosamina possa effettivamente aiutare a prevenire la degenerazione della cartilagine.
    Da uno studio successivo , durato 6 mesi, dove si sono comparati l’utilizzo di condroitina, glucosamina e colecoxib, è risultato che l’associazione condroitina-glucosamina ha dato migliori risultati rispetto al placebo.
    Effetti collaterali
    Dagli studi clinici, la glucosamina è risultata un integratore sicuro. In un recente studio della Universitè Laval è stato, però, dimostrato che soggetti che assumevano glucosamina tendevano ad assumerne dosi eccessive ed a superare i dosaggi raccomandati. Eccedendo tali dosaggi, la ricerca ha dimostrato che la glucosamina può danneggiare le cellule pancreatiche, e, probabilmente, aumentare il rischio di sviluppare il diabete per l’interferenza con la normale regolazione della biosintesi di esosamine.
    Gli effetti indesiderati, che sono comunque infrequenti, comprendono costipazione, diarrea, mal di testa, rash cutaneo, problemi allo stomaco.
    Essendo la glucosamina derivata dalle conchiglie dei molluschi, mentre le allergie dipendono dalla carne dell’animale, probabilmente è sicura per i soggetti allergici ai molluschi.

    MetilSulfonilMetano (MSM) ,
    Grafico 5

    L’MSM è proposto come un supplemento alimentare con una varietà di qualità, spesso associato a glucosamina e condroitina per prevenire o trattare l’osteoartrite.
    Gli effetti biochimici della supplementazione con MSM sono ancora poco compresi. Alcuni ricercatori hanno suggerito che l’MSM abbia effetti antinfiammatori
    Studi su piccola scala sui possibili trattamenti con l’MSM sono stati condotti sia su animali, che su esseri umani. Questi studi hanno suggerito alcuni benefici, in particolare per il trattamento dell’osteoartrite.

    Meccanismo d’azione dei condroprotettori nel loro complesso
    In una review del 2011 si indicano come possibili meccanismi di azione dei condroprotettori la stimolazione della rigenerazione cartilaginea e la regolazione dello sbilanciamento tra processi catabolici e anabolici. Inoltre, nella stessa rewiew, si afferma che i condroprotettori sono anche in grado di inibire lo stress ossidativo (caratteristico della patologia osteoartrosica). I condroprotettori difenderebbero, quindi, i condrociti (ovvero, i produttori di matrice cartilaginea) dall’apoptosi (cioè dalla morte cellulare) indotta dallo stress ossidativo, ridurrebbero i mediatori dell’infiammazione indotti dalla degenerazione cartilaginea e riattiverebbe i processi anabolici della matrice extracellulare ridotti dall’infiammazione. Questo, secondo gli studiosi, porterebbe a ridurre l’infiammazione, il gonfiore e il dolore e, all’aumento della mobilità delle articolazioni coinvolte. Specialmente quando usati in combinazione con antiossidanti o acidi grassi omega-3, queste sostanze sarebbero in grado di esercitare effetti sinergici nelle articolazioni interessate.

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    I contenuti degli articoli non devono sostituirsi alle indicazioni del professionista. che ha in cura il lettore. Le diverse modalità di assunzione che potrebbero essere dedotte dagli articoli sono prettamente a scopo scientifico divulgativo (si tratta di studi scientifici, approfondimenti, esperienze personali di atleti e professionisti del settore) e quindi non vanno presi come riferimento pratico.Gli integratori (salvo diversa prescrizione di un professionista) vanno utilizzati secondo la posologia riportata in etichetta.

    LE ARTICOLAZIONI ultima modidfica: 2015-01-27T12:13:48+00:00 da Diego Campaci